Ultime news

  • Il nuovo bando incentivi isi 2015 finanzierà anche le bonifiche dall’amianto; domande dal 1° marzo al 5 maggio 2016

    Categoria: Lavoro

    È stato pubblicato il 21 dicembre scorso il nuovo Bando Incentivi Isi 2015 attraverso il quale l’Inail mette a disposizione delle aziende 276.269.986 euro a titolo di contributi a fondo perduto per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.   La somma rappresenta la sesta tranche di un ammontare complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro stanziato dall’Istituto a partire dal 2010. La novità più rilevante del bando Isi 2015 è rappresentata dall’introduzione di uno specifico asse di finanziamento dedicato ai progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le aziende interessate potranno inserire le proprie domande dal 1° marzo al 5 maggio 2016 nella sezione “Accedi ai servizi” sul portale dell’Inail. I soggetti destinatari dei contributi sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale e iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura. Nello specifico, possono accedere agli incentivi Inail: 1. progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; 2. progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale; 3. progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le imprese possono presentare un solo progetto per una sola unità produttiva, riguardante una sola tipologia tra quelle indicate (per i progetti di tipologia 2 l’intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo ad un unico datore di lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni).   Il contributo erogato, in conto capitale, è pari al 65% delle spese sostenutedall’impresa per la realizzazione del progetto, al netto dell’Iva. Il contributo massimo erogabile è pari a 130.000 euro; il contributo minimo ammissibile è pari a 5.000 euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di contributo. I finanziamenti a fondo perduto - ripartiti su singoli avvisi regionali pubblicati sul portale dell’Inail - vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle PMI e da Ismea). La domanda deve essere presentata in modalità telematica, con successiva conferma tramite Posta elettronica certificata.   Dal 1° marzo al 5 maggio 2016, sul sito www.inail.it - Servizi on line, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali.   Dal 12 maggio 2016 le imprese che avranno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca. Successivamente le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al contributo, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda, ottenuto mediante la procedura di download. La data e gli orari di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 19 maggio 2016.   Per avere ulteriori informazioni è possibile - oltre all’accesso sul sito inail.it - contattare il contact center 803164 (gratuito da rete fissa) e il numero 06.164.164 (a pagamento in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico).     Fonte: www.edilportale.com



  • Sicurezza sul lavoro, il committente deve vigilare sul coordinatore

    Categoria: Lavoro

    Con la sentenza n. 16/2016 depositata il 5 gennaio, la quarta sezione penale della Cassazione fornisce alcuni chiarimenti in merito alla posizione di garanzia gravante sul committente in materia di sicurezza sul lavoro.

    La suprema Corte ricorda che a partire dall'entrata in vigore del d.lgs. n. 494/1996, nella giurisprudenza di legittimità la responsabilità del committente ha cominciato ad essere derivata dalla violazione di alcuni obblighi specifici, quali l'informazione sui rischi dell'ambiente di lavoro e la cooperazione nell'apprestamento delle misure di protezione e prevenzione, ritenendosi che resti ferma la responsabilità dell'appaltatore per l'inosservanza degli obblighi prevenzionali su di lui gravanti.

    Ribadito il dovere di sicurezza, con riguardo ai lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione d'opera, tanto in capo al datore di lavoro (di regola l'appaltatore, destinatario delle disposizioni antinfortunistiche) che del committente, si è anche richiamata la necessità che tale principio non conosca un'applicazione automatica, "non potendo esigersi dal committente un controllo pressante, continuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento dei lavori".

    Ne consegue che, ai fini della configurazione della responsabilità del committente, "occorre verificare in concreto quale sia stata l'incidenza della sua condotta nell'eziologia dell'evento, a fronte delle capacità organizzative della ditta scelta per l'esecuzione dei lavori, avuto riguardo alla specificità dei lavori da eseguire, ai criteri seguiti dallo stesso committente per la scelta dell'appaltatore o del prestatore d'opera, alla sua ingerenza nell'esecuzione dei lavori oggetto di appalto o del contratto di prestazione d'opera, nonché alla agevole ed immediata percepibilità da parte del committente di situazioni di pericolo".

    DOVERI DI PREVENZIONE TANTO SUL COMMITTENTE TANTO SUL COORDINATORE PER L'ESECUZIONE. Ciò posto - e rimarcata infine la non coincidenza degli statuti rispettivamente del committente e del datore di lavoro-committente, fermo restando che le due figure possono in concreto cumularsi – la Cassazione penale sottolinea che la nomina di un coordinatore per l'esecuzione alloca doveri prevenzionistici tanto sulla figura del committente che su quella del coordinatore per la esecuzione.

    La suprema Corte richiama la previsione dell'art. 6 d.lgs. n. 494/1996 (norma vigente al tempo del fatto), oggi riproposta dall'articolo 93, co. 2 d.lgs. n. 81/2008, secondo la quale la designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi posti in capo al coordinatore per l'esecuzione. Alla lettera a) dell'art. 93, in particolare, si legge che il coordinatore per l'esecuzione dei lavori durante la realizzazione dell'opera verifica l'applicazione da parte dell'impresa esecutrice o dei lavoratori autonomi delle disposizioni loro pertinenti contenuti nel piano di sicurezza e di coordinamento. Tanto implica che il committente è tenuto a svolgere un'attività di vigilanza sull'adempimento da parte del coordinatore della verifica che l'impresa esecutrice abbia osservato le disposizioni ad essa pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento.

    NESSUNA DELEGA DAL COMMITTENTE AL COORDINATORE. Ciò – conclude la Cassazione - rende palese l'infondatezza del rilievo difensivo per il quale la "delega di funzioni" rilasciata dal committente al coordinatore per l'esecuzione dei lavori esonera il primo dall'obbligo di vigilare sugli adempimenti ai quali il secondo è tenuto. Quello di vigilare sull'operato delle ditte esecutrici non è obbligo possibile oggetto di delega dal committente al coordinatore, essendo previsto dalla legge in via originaria in capo al coordinatore per l'esecuzione. Non vi è luogo quindi ad alcuna delega di funzioni al riguardo, e l'area di rischio governata dal committente è per l'appunto definita in passato dall'art. 6 citato ed oggi dall'articolo 93, co. 2, d.lgs. n. 81/2008.



  • Rifiuti Sistri: pubblicato il provvedimento che dimezza le sanzioni

    Categoria: Energia

    La  Legge  di  conversione  25  febbraio 2016, n. 21 del Decreto 30 dicembre 2015, n. 210 (cd. DL milleproroghe) è stata  pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2016 ed è in vigore dal 27 febbraio 2016.

    Per quel che riguarda l'art. 8 ("Proroga di termini in materia di competenza   del   Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare"), con la legge di conversione sono state inserite nuove disposizioni in materia di SISTRI, prevedendo, in particolare, che "fino al 31 dicembre   2016   e comunque non oltre il collaudo con esito positivo   della   piena operativita' del nuovo sistema di tracciabilita' individuato a   mezzo di procedura ad evidenza pubblica, indetta dalla Consip Spa con bando pubblicato il 26 giugno 2015", le sanzioni per mancata iscrizione e/o non corretto versamento del contributo (art. 260-bis, commi 1 e 2, D.Lgs. 52/06), sono ridotte del 50 per cento.

    Non sono state oggetto di modifica le sanzioni relative al corretto utilizzo del SISTRI, la cui entrata in vigore rimane quindi fissata, allo stato attuale, al 1° gennaio 2017.

    E' possibile consultare il testo coordinato del provvedimento sul sito della Gazzetta Ufficiale, al seguente link: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblica...



  • E' ora possibile inviare all'enea la documentazione per usufruire delle detrazioni del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati nel 2016.

    Categoria: Energia

    Il nuovo conto termico è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 51 del 2 marzo 2016.

    Il decreto prevede diverse importanti novità, che entreranno in vigore il 31 maggio p.v. (novanta giorni a partire dal 2 marzo 2016). Viene dato quindi un lasso di tempo adeguato per completare con le attuali regole gli interventi già avviati o in via di attuazione nel breve termine. Dall’entrata in vigore il GSE avrà sessanta giorni per provvedere alla redazione di apposite regole applicative che regoleranno l’assegnazione, l’erogazione, la revoca degli incentivi. Di seguito una delle principali novità: - È prevista la corresponsione in un’unica soluzione dell’incentivo spettante per importi non superiori a 5.000 euro, in luogo dei 600 euro attuali, per aumentare l’attrattività dello schema per interventi di piccole dimensioni.



  • Arrivano le nuove uni 11300 e 10349

    Categoria: Energia

    Pubblicate le nuove norme UNI 11300 parte 4 (aggiornamento), parte 5 e parte 6 e le UNI 10349 parte 1, 2 e 3: tra meno di 90 giorni saranno operative le nuove regole per la certificazione energetica

    Il 31 marzo 2016 sono state pubblicate nuove norme UNI che riguardano la certificazione energetica e il calcolo delle prestazioni termiche. Stiamo parlando delle UNI 11300 e delle UNI 10349.

    Si modificano, dunque, le regole per la certificazione energetica che saranno in vigore dopo 90 giorni dalla pubblicazione delle nuove norme UNI, ossia dal 29 giugno 2016.

    UNI 11300

    UNI/TS 11300-4:2016: “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 4: Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”

    La specifica tecnica riguarda il calcolo del fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale e la
    produzione di acqua calda sanitaria nel caso vi siano sottosistemi di generazione che forniscono energia termica utile da energie rinnovabili o con metodi di generazione diversi dalla combustione a fiamma di combustibili fossili trattata nella UNI/TS 11300-2.

    Si considerano i seguenti sottosistemi per produzione di energia termica e/o elettrica:

    impianti solari termici

    generatori a combustione alimentati a biomasse

    pompe di calore

    impianti fotovoltaici

    cogeneratori

    Sono inoltre considerate le sottostazioni di teleriscaldamento.

    UNI/TS 11300-5:2016: “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 5: Calcolo dell’energia primaria e della quota di energia da fonti rinnovabili”

    La specifica tecnica fornisce metodi di calcolo per determinare in modo univoco e riproducibile applicando la normativa tecnica citata nei riferimenti normativi:

    il fabbisogno di energia primaria degli edifici sulla base dell’energia consegnata ed esportata

    la quota di energia da fonti rinnovabili

    Fornisce inoltre precisazioni e metodi di calcolo che riguardano:

    le modalità di valutazione dell’apporto di energia rinnovabile nel bilancio energetico

    la valutazione dell’energia elettrica esportata

    la definizione delle modalità di compensazione dei fabbisogni con energia elettrica attraverso energia elettrica prodotta da rinnovabili

    la valutazione dell’energia elettrica prodotta da unità cogenerative

    UNI/TS 11300-6:2016: “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 6: Determinazione del fabbisogno di energia per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili”

    La specifica tecnica fornisce dati e metodi per la determinazione del fabbisogno di energia elettrica per il funzionamento di impianti destinati al sollevamento e al trasporto di persone o persone accompagnate da cose in un edificio, sulla base delle caratteristiche dell’edificio e dell’impianto.
    I suddetti metodi di calcolo tengono in considerazione solo il fabbisogno di energia elettrica nei periodi di movimento e di sosta della fase operativa del ciclo di vita.

     UNI 10349

    Le nuove norme UNI della serie 10349 pubblicate il 31 marzo 2016 sono le seguenti:

    UNI 10349-1:2016: “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 1: Medie mensili per la valutazione della prestazione termo-energetica dell’edificio e metodi per ripartire l’irradianza solare nella frazione diretta e  diffusa e per calcolare l’irradianza solare su di una superficie inclinata“.

    La UNI 10349-1 fornisce, per il territorio italiano, i dati climatici convenzionali necessari per la verifica delle  prestazioni energetiche e termoigrometriche degli edifici, inclusi gli impianti tecnici per la climatizzazione estiva e invernale ad essi asserviti. La norma fornisce inoltre metodi di calcolo per:

    ripartire l’irradianza solare oraria nella frazione diretta e diffusa

    calcolare l’energia raggiante ricevuta da una superficie fissa comunque inclinata ed orientata

    La nuova UNI 10349-1 sostituisce la UNI/TR 11328-1:2009.

    UNI/TR 10349-2:2016: “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 2: Dati di progetto”

    Il rapporto tecnico fornisce, per il territorio italiano, i dati climatici convenzionali necessari per la
    progettazione delle prestazioni energetiche e termoigrometriche degli edifici, inclusi gli impianti tecnici per la climatizzazione estiva ed invernale ad essi asserviti. I dati di progetto contenuti nel rapporto tecnico sono rappresentativi delle condizioni climatiche limite, da utilizzare per il dimensionamento degli impianti tecnici per la climatizzazione estiva e invernale e per valutare il rischio di surriscaldamento estivo.

    UNI 10349-3:2016: “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 3: Differenze di temperatura cumulate (gradi giorno) ed altri indici sintetici”

    La UNI 10349 – 3 fornisce metodi di calcolo e prospetti di sintesi relativi a indici sintetici da utilizzarsi per la descrizione climatica del territorio. La UNI 10349-3 completa la UNI EN ISO 15927-6 fornendo la metodologia di calcolo per la determinazione, sia nella stagione di raffrescamento, sia nella stagione di riscaldamento degli edifici, dei gradi giorno, delle differenze cumulate di umidità massica, della radiazione solare cumulata su piano orizzontale e dell’indice sintetico di severità climatico del territorio. Gli indici possono anche essere utilizzati per una prima verifica di massima degli impianti.



  • Pubblicata la nuova norma uni en iso 14004:2016 che definisce le linee guida per un corretto sistema di gestione ambientale delle imprese

    Categoria: Ambiente

    Al giorno d’oggi le imprese sono sempre più impegnate a migliorare l’impatto che le rispettive attività producono sull’ambiente. Per fare ciò hanno bisogno di un approccio sistematico che le aiuti a realizzare e a migliorare nel tempo il loro sistema di gestione ambientale.

    Un efficace sistema di gestione ambientale aiuta a misurare e gestire i fattori ambientali, rendendoli positivi non solo per le imprese ma anche per la società nel suo insieme.

    La nuova UNI EN ISO 14004 definisce le linee guida per stabilire, attuare, mantenere attivo e migliorare il sistema di gestione ambientale. Sono applicabili a qualunque organizzazione, indipendentemente dalle sue dimensioni, dalla tipologia, dalla localizzazione o dal livello di maturità.

    La UNI EN ISO 14004 contiene esempi, descrizioni e scelte che permettono sia di attuare un sistema di gestione ambientale, sia di consolidare le sue interrelazioni con la gestione globale dell’organizzazione.

    Essa può essere utilizzata sia congiuntamente alla ISO 14001 che da sola.



  • Contabilizzazione del calore e detrazione fiscale: l’Agenzia delle Entrate chiarisce quando l’installazione delle valvole termostatiche può godere delle agevolazioni del 65%

    Categoria: Energia

    L’agenzia delle Entrate con la circolare dell’8 maggio 2016, n. 16 ha fornito i chiarimenti ad alcuni quesiti formulati dai CAF e dagli operatori del settore relativi alle spese detraibili. Tra le altre questioni affrontate, ha anche chiarito quando è possibile usufruire della detrazione del 65% per l’installazione dei dispositivi di contabilizzazione del calore e quando, invece, è possibile sfruttare “solo” la detrazione del 50%.

    Contabilizzazione del calore e obbligo di installazione valvole termostatiche

    L’articolo 9, comma 5, del dlsg 102/2014, prevede che è obbligatoria, nei condomini e negli edifici polifunzionali, l’installazione delle valvole termostatiche per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ciascun centro di consumo individuale.

    La data entro cui installare i dispositivi è fissata al 31 dicembre 2016.

    Qualora, l’uso di tali contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, sono installati sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari.

    Contabilizzazione del calore, detrazione del 50% o 65%

    L’Agenzia chiarisce che se i dispositivi di contabilizzazione del calore sono installati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, le relative spese sono ammesse alla detrazione del 65%, per un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

    Lo stesso vale in caso di pompe: installazione di dispositivi di contabilizzazione in concomitanza della sostituzione dell’impianto esistente con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia.

    Se, invece, i dispositivi di contabilizzazione del calore sono installati senza che sia sostituito, integralmente o parzialmente, l’impianto di climatizzazione invernale ovvero nel caso in cui quest’ultimo sia sostituito con un impianto che non presenta le caratteristiche tecniche richieste ai fini della citata detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica, le relative spese sono ammesse alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR nella misura attuale del 50% trattandosi di intervento finalizzato al conseguimento di risparmio energetico.



  • Pubblicata la nuova norma uni en iso 16283-3:2016 per determinare l’isolamento acustico per via aerea di elementi di facciata e facciate intere

    Categoria: Ambiente, Energia

    L’UNI, Ente italiano di normazione, ha pubblicato la norma UNI EN ISO 16283-3:2016: “Misure in opera dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Parte 3: Isolamento acustico di facciata”, che sostituisce la UNI 11572 del 2015.

    Con la pubblicazione della parte 3 della UNI EN ISO 16283-3:2016, viene completamente aggiornato il pacchetto normativo in merito alla misura in opera dei requisiti acustici passivi degli edifici.

    Ecco i principali indici di valutazione:

    R’w, indice di valutazione del potere fonoisolante apparente (riferito a misure in opera)

    L’nw, indice di valutazione del livello di rumore di calpestio in opera

    D2m,nt,w, indice di valutazione dell’isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione

    La norma specifica le procedure per determinare l’isolamento acustico per via aerea di elementi di facciata (metodi di elementi) e facciate intere (metodi globali) attraverso misurazioni della pressione sonora.

    I risultati di prova possono essere utilizzati per quantificare, valutare e confrontare l’isolamento acustico per via aerea in ambienti ammobiliati o dove il campo sonoro può o non approssimarsi ad un campo diffuso.



  • Energia: con 15mila eco-diagnosi Italia al top in Europa

    Categoria: Energia

    Con oltre 15mila diagnosi energetiche effettuate da oltre 8mila imprese, l’Italia si colloca al top della classifica UE dei paesi più virtuosi nell’attuazione della Direttiva sull’efficienza energetica per i check up nelle aziende. In tutto il resto d’Europa, infatti, ne sono state inviate circa 13mila, di cui 7mila sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi. Il dato, reso noto dall’ENEA, riguarda le imprese energivore e di grandi dimensioni tenute a effettuare l’audit energetico. Nel nostro Paese, alla scadenza di legge del dicembre 2015 erano state inviate 14.342 diagnosi da parte di 7.516 imprese, salite poi a 8.461 con 15.685 diagnosi a fine giugno 2016.

    “Questi risultati sono destinati a migliorare ancora per effetto delle azioni di verifica e controllo avviate dal Ministero dello Sviluppo economico con il supporto dell’ENEA, in qualità di Agenzia nazionale dell’efficienza energetica”, spiega Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA. “Anche nel recente Meeting della Concerted Actionsull’attuazione della Direttiva 2012/27/EU,  l’approccio italiano e i risultati ottenuti hanno suscitato molto interesse e valutazioni positive da parte della Commissione europea”, aggiunge Moneta.

    Fonte: ENEA



  • Termoregolazione: concessa la proroga di sei mesi sino al 30/6/17

    Categoria: Energia

    Contabilizzazione del calore, in Gazzetta il decreto correttivo che definisce multe da 500 a 2500 € per proprietari e condomìni.

    É stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dlgs n. 141 del 18 luglio 2016, recante “Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE”.

    Il provvedimento introduce una serie di correttivi al decreto efficienza energetica (dlgs 102/2014) relative a:

    rettifica di alcune definizioni

    precisazioni sulla modalità di calcolo dell’obiettivo nazionale vincolante di efficienza energetica e disposizioni finalizzate a rendere più chiare le norme concernenti la misurazione

    fatturazione del consumo energetico

    suddivisione delle spese in condomini ed edifici polifunzionali

    multe in caso di inadempimento

    Il provvedimento è in vigore dal 26 luglio 2016.



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